Ing. Giuliano Arbizzani
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Delegato per gli Ingegneri di Forlì-Cesena
al Comitato Nazionale Inarcassa
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Gentile collega,

Il tema di questa mia comunicazione è più che mai la crisi economica, durante le recenti elezioni dell'ordine, in varie campagne elettorali, a seguito del malessere dei professionisti (che mi sembrano egregiamente sintetizzato in questo filmato della FNAILP http://www.youtube.com/watch?v=N1E2oZAey1E) sono state rivolte ad Inarcassa accuse di ogni genere.

Mi sembra però abbastanza semplice sintetizzare il tutto con i numeri, dal momento delle elezioni del 2010 gli iscritti ad Inarcassa sono aumentati di circa 12.300 unità pari all' 8%, e questi nuovi iscritti sono generalmente con redditi bassi, gli studenti iscritti ai corsi di laurea in Architettura e in Ingegneria nel 2011-2012 sono 307.000, Il reddito medio degli ingegneri e sceso dai 35.379 euro del 2011 a poco meno di 34.000 euro, nel 2012, e dovrebbe attestarsi a 33.000 euro, nel 2013.

E' un dato di fatto che molti colleghi non sono ormai più in grado di pagare il dovuto ad Inarcassa, nonostante rateazioni, dilazioni etc.

Un esempio lampante è che in tanti ormai, in attesa di tempi migliori, non pagano alla scadenza e, magari dopo pochi giorni effettuano il ravvedimento operoso. Dato il breve ritardo la sanzione è piccola e, col ravvedimento vi è un abbattimento del 70% della sanzione (si paga quindi il 30% di una sanzione già piccola) con la possibilità di dilazionare nel tempo a fronte degli interessi che ovviamente Inarcassa deve chiedere.

Agli iscritti con le posizioni reddituali più basse e fuori dal campo delle riduzioni previste per i giovani iscritti è diventato insopportabile sostenere anche il pagamento dei minimi.


DILAZIONE TOTALE DEI MINIMI NON ANCORA ESECUTIVA

Devo premettere che le modifiche approvate di cui parlo di seguito potranno andare in vigore solo dopo che il Ministero competente si sia espresso favorevolmente e, nel caso specifico, potrebbero anche esserci osservazioni e, anche, eventualmente rinvii per modifiche.

Si è discusso molto in merito ai minimi e le risposte da dare alle richieste che vengono di abolirli, pagare cioè solo in funzione del reddito reale.

Il problema dei minimi nasce dal reddito minimo necessario per assicurare non solo la previdenza (pensione) ma anche l'assistenza (maternità, inabilità temporanea, assicurazione grandi interventi ecc...).

Per l'abolizione dei minimi bisogna fare la scelta se, al limite, a fronte di redditi nulli e senza versamenti previdenziali, si dovesse togliere all'iscritto non solo la previdenza ma anche l'assistenza con tutte le possibili conseguenze negative.

Il CND si è espresso per il mantenimento dell'assistenza con la conseguenza che il contributo integrativo e il contributo di maternità devono essere sempre pagati per intero, minimi compresi, con le attuali modalità.

Vi sarà la possibilità di versare il contributo soggettivo in funzione del reddito effettivo (quindi scendere anche sotto il minimo soggettivo se il reddito è sottosoglia €.15.517,24 per chi è a contribuzione intera, €.7.758,62 per chi è a contribuzione ridotta in quanto pensionato attivo, €.5.172,41 per chi è a contribuzione agevolata in quanto iscritto da meno di 5 anni e con età inferiore a 35 anni) per un periodo massimo di 5 anni e non di più.

Se si dovesse superare il reddito di €.15.517,24 chi non avesse pagato i minimi non solo dovrà pagare subito il contributo soggettivo, ma decorreranno degli interessi, pur sempre agevolati, ma comunque tali da fare da deterrente per chi non ha bisogno di dilazioni.

Versamento tardivo per chi ne ha la possibilità (indicativamente entro 5 anni), delle somme non versate, ripristinando il percorso previdenziale economicamente corretto, con interessi contenuti.

Il definitivo mancato pagamento farà sì che nell'anno di mancato pagamento non essendovi contribuzione non si abbia neppure anzianità (gli anni non pagati non saranno conteggiati ai fini pensionistici).


ALTRE POSSIBILITÀ DI RATEAZIONE GIÀ ESECUTIVE

Possibilità di versare i contributi minimi in sei rate bimestrali anziché in due sole rate come finora previsto, per chi vorrà cogliere questa opportunità, le rate saranno di pari importo, senza interessi dilatori, con la prima scadenza stabilita al 28 febbraio e l’ultima al 31 dicembre 2014. (Comunicazione Inarcassa)

Possibilità di posticipare dal 31 dicembre al 30 aprile il pagamento del conguaglio contributivo con un interesse dilatorio; ma stavolta con un tasso più contenuto e applicato ai giorni effettivi di rinvio del versamento. (Comunicazione Inarcassa)

Il saggio è del +4,5% più BCE = 4,75%, ma il 4,75% è su base annua, non sui mesi di possibile ritardo (lo scorso anno il 2% al mese x 4 mesi = 8%).

Ricordarsi sempre che il rinvio ad aprile del versamento potrebbe creare dei problemi con la dichiarazione dei redditi e quindi bisogna verificare il tutto per tempo.


PENSIONI PER LE CARRIERE A BASSO REDDITO

Premetto che anche queste modifiche potranno andare in vigore solo dopo che il Ministero competente si sia espresso favorevolmente (ma prevedo tempi brevi).

Sono stati risolti i casi in cui la pensione retributiva risultava inferiore a quella contributiva, il caso limite era chi aveva sempre versato i minimi dichiarando però zero come reddito, la pensione retributiva prevede il calcolo media redditi per .... e ovviamente quando il primo fattore è zero il risultato è sempre zero.

E' stato stabilito di calcolare con i due metodi (retributivo e contributivo) ed assegnare agli interessati la pensione loro più favorevole.

A mio avviso era più giusto assegnare a costoro un reddito convenzionale corrispondente a quello che avrebbe generato il minimo, ma non è stato così.


AVETE FATTO LA DICH. AD INARCASSA?

Se non avete fatto la dichiarazione Inarcassa entro il 31 ottobre (rammento ancora che la Dich. va fatta anche da chi ha reddito zero), non per questo vi verrà comminata una sanzione, infatti le sanzioni scattano quando avete mancato un pagamento o una scadenza particolare, siccome il conguaglio scade al 31 dicembre, se fate la Dich. ad Inarcassa subito (comunque entro dicembre) non avrete problemi. Potrete poi pagare anche oltre il 31 dicembre ma con interessi, senza sanzioni sino ad aprile, ma questa è una dilazione occasionale che non è detto si ripeta negli anni, anzi si spera non vi sia più necessità.


PENSIONI PER I NATI NEL '47 O PRIMA

A seguito del nuovo RGP 2112 l'età pensionabile per ingegneri per la pensione di vecchiaia è 65 anni per il 2013, 65 e 3 mesi per il 2014, 65 e 6 mesi per il 2015, 65 e 9 mesi per il 2016, poi 66 anni ma solo per chi a tali date avrà almeno 30-35 anni di iscrizione e contribuzione; 70 anni quale finestra di uscita per chiunque.

Tutti i vari tipi di pensione, a regime, saranno eliminati e confluiranno nella Pensione di vecchiaia unificata (fanno eccezione la pensione di inabilità, invalidità, ai superstiti, di reversibilità o indirette).

La Pensione Contributiva che spetta a chi ha almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione anche non continuativi e 65 anni di età e che permette di continuare l'esercizio della libera professione sarà eliminata a partire dal 2017.

C'è però un periodo transitorio molto importante: gli associati che abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2012, devono presentare la domanda entro il 31 dicembre 2013, cioè nel tempo massimo di un anno, pena la decadenza del diritto.

Così chi ha compiuto gli anni di recente o li compirà nel 2014 (65 anni + 3 mesi) o più avanti (65 anni + 6 o 9 o 12 mesi = 66 anni) deve fare attenzione a presentare l'eventuale domanda entro dodici mesi dalla maturazione del diritto.

   Esempio: nel 2014 compirete 65 anni + 3 mesi, avrete un anno di tempo dal compimento dei 65 anni + 3 mesi per fare domanda, altrimenti se ne riparlerà ai 70 anni.

Anche la Pensione di Anzianità è in si chiusura, gli iscritti che abbiano maturato “quota 97” (età + anzianità) entro il 31.12.2012 o che abbiamo maturato “quota 96” già entro il 31.12.2010, e che in entrambi i casi abbiano raggiunto almeno 35 anni d’anzianità contributiva e 58 anni d’età, devono presentare la domanda, pena decadenza, entro il 31.12.2013.

Ringrazio per l'attenzione
e porgo i miei più cordiali
Auguri di Buon Anno Nuovo

Giuliano Arbizzani

Cesena, lì 30.12.2013

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